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…i miei occhi hanno visto la tua salvezza!

La festa della Presentazione di Gesù al tempio, quest’anno, verrà celebrata durante la domenica, giorno del Signore. Una felice occasione per vivere, alla luce del Mistero Pasquale, questa importante tappa evangelica della manifestazione di Cristo. Chiamata tradizionalmente la festa della “Candelora”, il 2 Febbraio ci consegna, nel segno della luce delle candele con cui si entra processionalmente in chiesa, il dono di Cristo riconosciuto come “luce di tutti i popoli”. Simone e Anna, anziani vegliardi della venuta del Messia, sono segno dell’umanità che attende il segno di Dio, la realizzazione di tutte le promesse che hanno scandito la fede del popolo d’Israele, da Abramo a Mosè, passando per i profeti e attraverso tutte le vicende luminose e oscure della Bibbia. È la festa dell’incontro: la novità del Bambino incontra la tradizione del tempio; la promessa trova compimento; Maria e Giuseppe, giovani, incontrano Simeone e Anna, anziani. Tutto, insomma, si incontra quando arriva Gesù.

In concomitanza con questa festa liturgica, Papa Giovanni Paolo II, a partire dal 1997, volle che fosse celebrata in tutta la Chiesa una speciale Giornata della Vita Consacrata. Infatti, il dono del Figlio di Dio – simboleggiata dalla sua presentazione al Tempio – è modello per ogni uomo e donna che consacra tutta la propria vita al Signore. Una giornata che ha lo scopo, innanzitutto lodare e ringraziare il Signore per il dono della vita consacrata; in secondo luogo, promuoverne la conoscenza e la stima da parte di tutto il Popolo di Dio; infine, invitare quanti hanno dedicato pienamente la propria vita alla causa del Vangelo a celebrare le meraviglie che il Signore ha operato in loro.  Le persone consacrate, religiosi e suore, sono chiamate in modo particolare ad essere testimoni della misericordia del Signore, nella quale l’uomo trova la propria salvezza. Esse tengono viva l’esperienza del perdono di Dio, perché hanno la consapevolezza di essere persone salvate, di essere grandi quando si riconoscono piccole, di sentirsi rinnovate ed avvolte dalla santità di Dio quando riconoscono il proprio peccato. Più ci si avvicina a Dio, più si è vicini a Lui, più si è utili agli altri. Se essa non ci fosse, quanto sarebbe più povero il mondo! Al di là delle superficiali valutazioni di funzionalità, la vita consacrata è importante proprio per il suo essere segno di gratuità e d’amore, e ciò tanto più in una società che rischia di essere soffocata nel vortice dell’effimero e dell’utile. La vita consacrata, invece, testimonia la sovrabbondanza d’amore che spinge a “perdere” la propria vita, come risposta alla sovrabbondanza di amore del Signore, che per primo ha “perduto” la sua vita per noi. 

Due anni fa, nella consacrazione nell’Ordo Virginum di Stefania Verdetto, la nostra parrocchia ha avuto modo di donare alla Chiesa una sua figlia; altre giovani e altri giovani sono in cammino nel discernimento o nei primi passi della loro vocazione. Il 2 febbraio preghiamo perché, anche la nostra comunità, esprima la sua fecondità spirituale generando nuove vocazioni consacrate, religiose e sacerdotali per la Chiesa e per il mondo.

don Emanuele