Ci siamo!

L’11 agosto, alle 19.30 siamo di nuovo in chiesa! Con la celebrazione della dedicazione dell’altare presieduta dall’arcivescovo, Mons. Arrigo Miglio, ritorniamo, dopo una quarantina di giorni, nella nostra chiesa parrocchiale. Oltre alla nuova copertura interna, infatti, come da progetto esposto alcune settimane fa, in accordo con la commissione liturgica diocesana, verranno valorizzati ancora meglio i luoghi liturgici della celebrazione con anche alcune significative novità, in linea con le indicazioni sull’adeguamento liturgico delle chiese. Infatti ogni spazio liturgico non è funzionale a qualcosa, per cui non è lo stesso celebrare sopra un altare rimovibile di legno piuttosto che in uno di pietra e fisso: anche dal punto di vista materiale ed architettonico tutto, nella loturgia, ha la tensione ad esprimere il senso “teologico” di ciò che rappresenta. Per cui l’altare fisso, di pietra, coperto in tutti i lati non evoca tanto la mensa intesa come tavolo cui sedersi a mangiare, quanto piuttosto il dono del “sacrificio” di Cristo che si rinnova, come sulla pietra del Golgota, e rimanda proprio a Cristo, pietra viva, stabile, fondamento della vita della Chiesa. In ogni caso, pensando alla trentennale storia della nostra chiesa, così come è stata progettata, con la sensibilità liturgica di allora non ancora pienamente dentro l’insegnamento del Vaticano II, si è concordato sul fatto che l’impianto attuale non debba essere totalmente cancellato; la memoria dello stato attuale deve essere percepibile anche in futuro. Infatti tutto il materiale utilizzato per l’altare, l’ambone e la sede rimane: sarà valorizzato ulteriormente. Per ciò che riguarda l’altare la novità è che la mensa viene ridotta nelle dimensioni e arretrata di un metro, in posizione centrale rispetto al presbiterio, e il nuovo paliotto sarà inserito tra i due setti verticali già esistenti; nel paliotto frontale si potrà notare una rientranza dove sarà incastonata la croce.  Anche l’ambone subirà una modifica sostituendo l’attuale leggio in legno con lo stesso materiale lapideo della mensa e con il fronte che riprende il “movimento” del paliotto dell’altare. Stessa sorte toccherà alla sede, intesa come luogo del presidente della celebrazione: le parti lignee saranno sostituite con spalliere in materiale lapideo, come fronte ambone e altare. Di per sé le sedute laterali alla sede non sono né necessarie né corrette, in quanto si attribuisce ai ministri un rilievo che non devono avere, perché quello è lo spazio proprio del presidente e dei concelebranti o dei diaconi. Un vero e proprio cambiamento lo subirà il fonte battesimale che non sarà più quello attuale né verrà collocato nella posizione conosciuta finora. Infatti è stato preparato un nuovo fonte, più ampio e meno…vaschetta/acquasantiera del nostro, dal quale comunque ha preso avvio nel Battesimo la vita cristiana di migliaia di bambini e di bambine. Inoltre la collocazione in prossimità della sacrestia, luogo di passaggio e di assembramento, non attribuisce al fonte una sua corretta valorizzazione, per quanto risulti visibile a tutta l’assemblea. Infatti le normative liturgiche collocano il fonte battesimale all’ingresso della chiesa, a ricordare a tutti il cammino cristiano che inizia con il Battesimo. Troveremo il fonte, quindi, nella parete dove attualmente si trova il confessionale che, proprio perché luogo della rinascita battesimale con il sacramento della Riconciliazione, sarà collocato specularmente nella parete fronte il tabernacolo.

Anche la base ed il legno della croce, posizionati dove sono attualmente, sono in linea con lo sviluppo architettonico dell’altare e dell’ambone. Accorgimenti e adeguamenti non funzionali all’estetica o alla smania di cambiare qualcosa, quanto piuttosto nella linea di migliorare l’esistente perché ci conduca, anche in questo modo, ad una sincera e più consapevolezza preghiera e celebrazione in Cristo.

“La liturgia della dedicazione dell’altare ci offre un simbolo eloquente di quella trasformazione spirituale progressiva alla quale ciascuno di noi è chiamato. Dall’aspersione dell’acqua, dalla proclamazione della parola di Dio, dall’invocazione di tutti i Santi, fino alla preghiera di consacrazione, all’unzione e al lavacro dell’altare, al suo essere rivestito di bianco e addobbato di luce – tutti questi riti ci invitano a ri-vivere la nostra propria consacrazione nel Battesimo. Ci invitano a respingere il peccato e le sue false attrattive, e a bere sempre più profondamente alla sorgente vivificante della grazia di Dio.”

Benedetto XVI, Sidney 18 luglio 2008

“Quale sia il confine tra un soprammobile e un simbolo che è tramite dell’incontro col mistero nel visibile non è semplice dirlo. Certamente pensare un altare è una esperienza spirituale calata nel concreto.”

(Raoul Gabriel, Avvenire 2 agosto 2019)

don Emanuele

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